SIGNIFICATO COUNSELOR COUNSELING
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IL COUNSELOR, LAVORA SULLE CAPACITA' DELL'ALTRO, NON LAVORA DANDO LE SOLUZIONI ALL'ALTRO.
Il counseling, non da soluzioni, il Counselor fa relazione di aiuto. La teoria Rogersiana parte da un principio di non direttivita' dell'azione terapeutica. Si passa ad una direttivita' quando dopo aver aperto la relazione efficace, in una fase sucessiva si passa al confronto.
Quando gia' la relazione efficace con il tuo paziente si e' maturata e si arriva a un punto in cui lui ha fiducia in te e tu in lui nella sua volonta' di cambiamento, di mutamento di modificazione.
Il counselor, corre due rischi: 1- farci invadere
2- invadere l'altro noi abbiamo una struttura da preservare, per cui nella relazione con l’altro come abbiamo detto nel Piccolo Principe, i tempi saranno quelli che avra' il nostro cliente, di accettazione di compenetrazione con noi. Noi non facciamo diagnosi. |

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Pratica della sistemica, tiene conto del vissuto e del profondo. La psicanalisi-relazionale lavora sulle capacita' dell'altro, per cui , il Counselor, non da la soluzione, ma condivide con il cliente, il percorso di analisi. Facciamo in modo che arrivi a fare autoanalisi, condividiamo il progetto, le soluzioni, ma sara' lui a prendersi la responsabilita' della decisione. Quindi attivare quelle tecniche di elevazione come l'autostima. Fondamentalmente quali sono le resistenze maggiori che una persona ha rispetto all'esterno rispetto al mettersi in gioco? E' un basso livello di autostima, nate in alcune difficolta' nelle fasi di crescita del suo sviluppo, su questo lavora il counselor.
Interiorizzazione della buona relazione, non puo' prescindere dalla prassi relazionale. Il Counselor, si forma sulla buona relazione, quanto piu' riusciamo a costruire, una buona relazione, per aggiustamenti sucessivi, e mai completamente compiuti. Il Counselor, ha dei riferimenti chiari, ma non ha mai assolutezze. Ogni teoria nella prassi relazionale, la ricchezza si aquisisce nella diversita'. L'etica e' quella che e' condivisibile. Se impongono dei valori, non si lavora con l'altro, se non ci sono altre verita', si rischia di diventare fondamentalisti. L'importante 'e liberarsi dagli schemi, devo aiutare gli altri senza condizionarli. E' giusto che io abbia un'etica, ma la devo mettere sempre in discussione, l'etica di riferimento dice, io sono cosi' pero' accetto l'altro e la sua diversita' (relativismo etico). In termini antropologici, ci si mette in discussione, e si condividono alcune cose, ma non si puo’ andare ad invadere, la verita' dell'altro, e viceversa.
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